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Bottega di Giovanni della Robbia, Firenze, inizi del XVI secolo
San Francesco
placca rettangolare in maiolica policroma ad altorilievo, cm. 41,5x24,5; massimo aggetto: cm. 11
Bibl.: Catalogo della VI Mostra Mercato del Mobile Antico, Cortona, agosto-settembre 1968, p. 27; Catalogo della I Mostra Mercato Nazionale dell'Antiquariato, Todi, marzo-aprile 1969, pp. 141-142.
Inserita perfettamente nel linguaggio plastico e cromatico della produzione robbiana fiorentina della prima metà del Cinquecento, la maiolica rende la figura del santo con dolcezza e compostezza, mostrando i tratti tipici della bottega: il volto sereno e leggermente inclinato, la barba appena accennata, le mani sottili e ben modellate, e la gamma cromatica dominata da azzurro, giallo e bruno violaceo, con tocchi di verde nel libro e nel crocifisso. Questi colori, applicati con smalto lucido e trasparente, rimandano direttamente alla tavolozza di Giovanni della Robbia, più vivace e sperimentale rispetto a quella del padre Andrea. Il modello iconografico di San Francesco con croce e libro è ricorrente nella produzione della bottega: si confronti, ad esempio, con la formella del San Francesco nel Tabernacolo di San Sebastiano (Firenze, Museo di San Marco), dove la posa e il trattamento del volto sono analoghi, sebbene più raffinati. Anche la lunetta con San Francesco e Santa Chiara del Chiostro di Santa Maria Novella mostra la stessa impostazione compositiva e la medesima attenzione alla resa del panneggio, con pieghe ampie e morbide che si raccolgono sul petto. Dal punto di vista tecnico, la modellazione ad altorilievo e la smaltatura brillante trovano riscontro nelle opere di Giovanni della Robbia conservate al Victoria and Albert Museum di Londra, come la Madonna col Bambino tra i santi (ca. 1520), dove la superficie lucida e la vivacità cromatica sono impiegate per accentuare la sacralità della figura, condividendo con la nostra placca la stessa ricerca di equilibrio tra plasticità e colore, tipica della maturità di Giovanni. Nel complesso, la placca si distingue per la qualità della modellazione, la ricchezza cromatica e la dolcezza espressiva, elementi che avvalorano l’attribuzione alla bottega di Giovanni della Robbia, attiva tra Firenze e la Valdichiana, e che ne fanno un esempio significativo della diffusione della maiolica robbiana in ambito devozionale.
placca rettangolare in maiolica policroma ad altorilievo, cm. 41,5x24,5; massimo aggetto: cm. 11
Bibl.: Catalogo della VI Mostra Mercato del Mobile Antico, Cortona, agosto-settembre 1968, p. 27; Catalogo della I Mostra Mercato Nazionale dell'Antiquariato, Todi, marzo-aprile 1969, pp. 141-142.
Inserita perfettamente nel linguaggio plastico e cromatico della produzione robbiana fiorentina della prima metà del Cinquecento, la maiolica rende la figura del santo con dolcezza e compostezza, mostrando i tratti tipici della bottega: il volto sereno e leggermente inclinato, la barba appena accennata, le mani sottili e ben modellate, e la gamma cromatica dominata da azzurro, giallo e bruno violaceo, con tocchi di verde nel libro e nel crocifisso. Questi colori, applicati con smalto lucido e trasparente, rimandano direttamente alla tavolozza di Giovanni della Robbia, più vivace e sperimentale rispetto a quella del padre Andrea. Il modello iconografico di San Francesco con croce e libro è ricorrente nella produzione della bottega: si confronti, ad esempio, con la formella del San Francesco nel Tabernacolo di San Sebastiano (Firenze, Museo di San Marco), dove la posa e il trattamento del volto sono analoghi, sebbene più raffinati. Anche la lunetta con San Francesco e Santa Chiara del Chiostro di Santa Maria Novella mostra la stessa impostazione compositiva e la medesima attenzione alla resa del panneggio, con pieghe ampie e morbide che si raccolgono sul petto. Dal punto di vista tecnico, la modellazione ad altorilievo e la smaltatura brillante trovano riscontro nelle opere di Giovanni della Robbia conservate al Victoria and Albert Museum di Londra, come la Madonna col Bambino tra i santi (ca. 1520), dove la superficie lucida e la vivacità cromatica sono impiegate per accentuare la sacralità della figura, condividendo con la nostra placca la stessa ricerca di equilibrio tra plasticità e colore, tipica della maturità di Giovanni. Nel complesso, la placca si distingue per la qualità della modellazione, la ricchezza cromatica e la dolcezza espressiva, elementi che avvalorano l’attribuzione alla bottega di Giovanni della Robbia, attiva tra Firenze e la Valdichiana, e che ne fanno un esempio significativo della diffusione della maiolica robbiana in ambito devozionale.
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