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Pittore ligure o lombardo della fine del XVII-inizi del XVIII secolo
Popolana con cuffietta e cesto di frutta
olio su tela, cm. 90x67; bella cornice di legno ebanizzato e dorato in parte intagliato a sequenza di foglie ricorrenti
Raffigurata a mezza figura, una giovane popolana tiene tra le mani una cesta colma di frutti — pesche, uva e mele — su fondo scuro che ne esalta la presenza plastica e la luminosità del volto. La luce calda e radente, che modella con naturalezza le mani e il viso, rimanda alla tradizione caravaggesca filtrata attraverso la sensibilità barocca dell’Italia settentrionale. L’opera è un pregevole esempio di pittura di genere tardo-seicentesca, in cui la figura femminile diviene protagonista di scene domestiche o allegoriche, spesso simbolo di abbondanza e virtù quotidiana. Il copricapo bianco e la veste, trattati con pennellate dense e materiche, richiamano idealmente la produzione di Bernardo Strozzi, autore di celebri popolane come la Cuoca e la Donna che porta frutta (Genova, Palazzo Rosso); analoghe soluzioni luministiche e cromatiche si ritrovano anche in Giovanni Battista Recco, nella Donna con cesta di frutta (Napoli, Museo di Capodimonte), e in alcune figure femminili di Giovanni Andrea De Ferrari, attivo a Genova nella prima metà del Seicento. La resa del volto, diretto e privo di idealizzazione, e la costruzione volumetrica della figura, collocano l'opera in ambiente ligure o lombardo; la tela, di notevole forza espressiva, traduce con equilibrio la tensione tra osservazione realistica e teatralità barocca, tipica della cultura figurativa italiana post‑caravaggesca.
olio su tela, cm. 90x67; bella cornice di legno ebanizzato e dorato in parte intagliato a sequenza di foglie ricorrenti
Raffigurata a mezza figura, una giovane popolana tiene tra le mani una cesta colma di frutti — pesche, uva e mele — su fondo scuro che ne esalta la presenza plastica e la luminosità del volto. La luce calda e radente, che modella con naturalezza le mani e il viso, rimanda alla tradizione caravaggesca filtrata attraverso la sensibilità barocca dell’Italia settentrionale. L’opera è un pregevole esempio di pittura di genere tardo-seicentesca, in cui la figura femminile diviene protagonista di scene domestiche o allegoriche, spesso simbolo di abbondanza e virtù quotidiana. Il copricapo bianco e la veste, trattati con pennellate dense e materiche, richiamano idealmente la produzione di Bernardo Strozzi, autore di celebri popolane come la Cuoca e la Donna che porta frutta (Genova, Palazzo Rosso); analoghe soluzioni luministiche e cromatiche si ritrovano anche in Giovanni Battista Recco, nella Donna con cesta di frutta (Napoli, Museo di Capodimonte), e in alcune figure femminili di Giovanni Andrea De Ferrari, attivo a Genova nella prima metà del Seicento. La resa del volto, diretto e privo di idealizzazione, e la costruzione volumetrica della figura, collocano l'opera in ambiente ligure o lombardo; la tela, di notevole forza espressiva, traduce con equilibrio la tensione tra osservazione realistica e teatralità barocca, tipica della cultura figurativa italiana post‑caravaggesca.
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