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Paul Bril (attr.), Anversa 1554 - Roma 1626
Marina con imbarcazioni, figure e sfondo di paese
coppia di disegni a inchiostro bruno su pergamena, cm. 16,7x24,4 (lievi difetti ai margini)
A tergo recano l'iscrizione "Corsini" vergato a mano.
Le due composizioni, speculari per impianto e tono, mostrano ampie vedute di città fortificate e colline alberate, animate da figure eleganti e gruppi di popolani disposti in primo piano sotto grandi alberi che incorniciano la scena. La resa atmosferica, la finezza del tratto e la costruzione prospettica rimandano alla maniera di Bril negli anni maturi, quando il suo linguaggio si fa più lirico e luminoso, vicino a Claude Lorrain e Agostino Tassi. L’uso dell'inchiostro bruno su pergamena accentua la qualità miniaturistica del segno e la trasparenza del lavis, elementi che Bril impiegò nei suoi disegni preparatori per affreschi e quadri di paesaggio: confronti diretti si possono stabilire con i fogli conservati al Kupferstichkabinett di Berlino e al British Museum, dove analoghi paesaggi con figure e architetture mostrano la stessa costruzione “a quinte” arboree e la medesima delicatezza tonale. L’iscrizione “Corsini” sul verso potrebbe suggerire una provenienza legata alla nobile famiglia romana. Sebbene non siano documentate committenze dirette di Bril per i Corsini, è noto che la casata collezionò nel tempo opere di paesaggisti fiamminghi e italiani. La coppia si distingue per la qualità del disegno, la ricchezza narrativa e la perfetta simmetria compositiva, caratteristiche che ne fanno un esempio emblematico della fortuna del paesaggio fiammingo a Roma nel primo Seicento. La presenza di figure eleganti e di scorci urbani idealizzati conferisce alle pergamene un tono arcadico e celebrativo, coerente con la cultura visiva delle grandi famiglie romane del tempo.
coppia di disegni a inchiostro bruno su pergamena, cm. 16,7x24,4 (lievi difetti ai margini)
A tergo recano l'iscrizione "Corsini" vergato a mano.
Le due composizioni, speculari per impianto e tono, mostrano ampie vedute di città fortificate e colline alberate, animate da figure eleganti e gruppi di popolani disposti in primo piano sotto grandi alberi che incorniciano la scena. La resa atmosferica, la finezza del tratto e la costruzione prospettica rimandano alla maniera di Bril negli anni maturi, quando il suo linguaggio si fa più lirico e luminoso, vicino a Claude Lorrain e Agostino Tassi. L’uso dell'inchiostro bruno su pergamena accentua la qualità miniaturistica del segno e la trasparenza del lavis, elementi che Bril impiegò nei suoi disegni preparatori per affreschi e quadri di paesaggio: confronti diretti si possono stabilire con i fogli conservati al Kupferstichkabinett di Berlino e al British Museum, dove analoghi paesaggi con figure e architetture mostrano la stessa costruzione “a quinte” arboree e la medesima delicatezza tonale. L’iscrizione “Corsini” sul verso potrebbe suggerire una provenienza legata alla nobile famiglia romana. Sebbene non siano documentate committenze dirette di Bril per i Corsini, è noto che la casata collezionò nel tempo opere di paesaggisti fiamminghi e italiani. La coppia si distingue per la qualità del disegno, la ricchezza narrativa e la perfetta simmetria compositiva, caratteristiche che ne fanno un esempio emblematico della fortuna del paesaggio fiammingo a Roma nel primo Seicento. La presenza di figure eleganti e di scorci urbani idealizzati conferisce alle pergamene un tono arcadico e celebrativo, coerente con la cultura visiva delle grandi famiglie romane del tempo.
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